Vuoi saperne di più sulle differenze retributive non corrisposte dal datore di lavoro?

Purtroppo, accade spesso che ci sia discrepanza tra quanto il lavoratore ha realmente percepito dal datore di lavoro rispetto a quanto dovrebbe ricevere – effettivamente – per la sua attività lavorativa.

I dipendenti maturano, così, delle somme che gli spettano per legge ma che spesso è difficile recuperare.

Come uscirne fuori? Leggi la nostra guida e segui i nostri consigli.

 

 

Tutto sulle differenze retributive

Quando si parla di differenze retributive ci si riferisce a quelle somme di denaro che spettano, per legge, al lavoratore in seguito alla sua attività lavorativa ma che non gli sono state percepite dal proprio datore di lavoro.

Insomma, dei piccoli o grandi “debiti” che il datore di lavoro ha nei confronti di un suo dipendente che, in questo caso, si ritrova ad essere vittima di un inganno.

Ma quando si verifica precisamente questa problematica?

Esattamente, quando al lavoratore non vengono/viene:

  • versate alcune mensilità;
  • conteggiati gli straordinari;
  • percepiti incrementi di salario dovuti al passaggio da una qualifica o ad un livello superiore;
  • regolarizzate tredicesima e quattordicesima;
  • corrisposte ferie non godute;
  • erogato tutto o parte del T.F.R., al momento della cessazione del rapporto di lavoro.

In tutti questi casi, siamo di fronte a delle vere e proprie differenze retributive: somme di denaro che spettano al lavoratore ma che il datore di lavoro non ha liquidato partendo dal mese precedente a quello di contestazione.

 

Cosa fare per ottenere le differenze retributive

La prima cosa da fare per ottenere, da richiedere per iscritto al proprio datore di lavoro inadempiente, è il calcolo differenze retributive per le somme dovute.

È bene che il lavoratore stili una documentazione precisa e dettagliata che comprenda sia quanto ha già percepito che gli importi che sono ancora da liquidargli.

Spesso, però, una semplice richiesta per iscritto non basta per ricevere quanto ci spetta. E allora, cosa fare in questi casi?

Prima di ricorrere all’avvocato e fare un ricorso differenze retributive in tribunale, sarebbe opportuno rivolgersi alla nostra Associazione per tentare la strada della conciliazione.

È importante ricordare, inoltre, che ci sono dei termini entro i quali esercitare il proprio diritto a percepire le differenze sindacali, pena la prescrizione. In generale, si ha tempo fino a cinque anni.

Se il tentativo di conciliazione con il proprio datore di lavoro non va a buon fine, il dipendente può scegliere di andare davanti al giudice e iniziare una causa per chiedere il riconoscimento delle differenze retributive non liquidate.

Anche e sopratutto in questo fase così delicatap ossiamo assisterti!

 

Vuoi ottenere le differenze retributive che spettano? Affidati a noi

Richiedi la nostra assistenza! I nostri consulenti competenti in materia, possono aiutarti a ottenere il riconoscimento delle differenze retributive che ti spettano.

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