Il ministro dell’Economia, in concerto con quello del Lavoro e con quello delle Infrastrutture, ha firmato il decreto per l’istituzione di un fondo di garanzia per la prima casa, che dovrà avere il visto della Corte dei conti, e poi pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Naturalmente il ministero dell’Economia dovrà firmare due protocolli: uno con la Consap sulle modalità di gestione e uno con l’Abi, l’associazione della banche per disciplinare i reciproci impegni.

Il fondo non interviene sui mutui concessi per l’acquisto e la ristrutturazione di case di lusso e per ville, case storiche e castelli, ma è un fondo di garanzia sui mutui per l’acquisto o per realizzare interventi di ristrutturazione e per accrescere l’efficienza energetica di alloggi da utilizzare come abitazione principale.

Il fondo garantisce il 50% del capitale di mutui di importo massimo di 250 mila euro, sottoscritti, quindi, per acquisto, ristrutturazione e miglioramento dell’efficienza energetica della prima casa.

Sono ammessi alla garanzia del fondo tutti i mutuatari che acquistano un’abitazione principale sul territorio nazionale. Non c’è nessun limite di reddito o di età per i potenziali beneficiari. Hanno , certamente, la priorità le giovani coppie, le famiglie monogenitoriali con figli minori, gli inquilini degli istituti autonomi case popolari ed i giovani precari sotto i 35 anni.

Per beneficiare della garanzia le famiglie e gli altri soggetti interessati devono richiedere l’erogazione dei mutui a una delle banche che aderiscono all’iniziativa del fondo. Per conoscerne la lista occorre attendere la sottoscrizione di un protocollo tra il ministero dell’Economia e l’associazione bancaria italiana, con gli impegni delle banche.

 

 

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