Per continuare a far fronte alle emergenze scatenate dall’anonimato dei prodotti alimentari, dal 1 aprile è scattato l’obbligo di indicare la provenienza sull’etichetta di carni fresche o surgelate di ovini, caprini, suini e pollame.

Se prima l’obbligo di esporre la “carta d’identità” era riferito solo alla carne bovina, adesso si aggiungono le altre.

La novità è stata introdotta dal Regolamento Europeo 1337/2013, entrato in vigore il 13 dicembre 2014.

Con la nuova etichettatura sarà possibile conoscere il luogo in cui l’animale è stato allevato e macellato; il luogo di nascita sarà indicato solo se coincide con lo stesso paese in cui è stato allevato e macellato.

Inoltre, per le carni importate da Paesi extracomunitari, l’etichetta dovrà riportare l’indicazione di origine “non UE”.

Importanti le novità introdotte, ma anche tanti i punti critici: l’origine dell’animale, non sempre indicata e l’esclusione di etichettatura per pasta, formaggi ed altri tipi di carne come conigli, cavalli e salumi, pure molto presenti sulle tavole.

Un’esclusione, per quest’ultimi, che non è una dimenticanza: l’aumento dei prezzi dei prodotti, determinato da tale novità, secondo uno studio condotto dalla Commissione, avrebbe indisposto i consumatori.

Una  carenza che andrebbe comunque colmata, visto che l’Italia è tra i primi paesi in Europa nella produzione di salumi.