Perchè un atto notificato abbia validità, necessita la convivenza tra l’effettivo destinatario dell’atto e colui che, al suo posto, lo ha preso in consegna. Tanto premesso, che succede se il postino quando non si è a casa e, al posto di lasciare l’avviso in cassetta la comunicazione di tentato recapito, consegna il plico a una persona (un familiare, lontano parente,ecc.) che in quel momento si trova a casa tua?

Un problema di non poco conto visto che potrebbe essere una notifica di atti importanti quali, per esempio, la raccomandata di un avvocato, un documento del tribunale, una cartella esattoriale o una comunicazione dell’Agenzia delle Entrate. Si sa che la legge sulle notifiche consente al postino o all’ufficiale giudiziario di consegnare, in assenza del destinatario, al familiare convivente. Tuttavia, il messo o il postino si limitano, in genere, a chiedere le generalità del ricevente e i suoi rapporti, insomma si fidano delle parole. Se, in questo caso, il plico viene affidato ad un familiare non convivente o ad un amico che per caso è a casa vostra per visita di cortesia, si può contestare l’attestazione del postino sul registro notifiche e sulla cartolina con l’avviso di ricevimento. Secondo i giudici (Sent. Cass. N° 159732015) il fatto che il postino non abbia indicato la qualità di familiare convivente sull’avviso di ricevimento della raccomandata è sufficiente per affermare la nullità della Notifica. Ciò anche quando il postino ha scritto, presumendolo, che ha consegnato ad un familiare convivente. In tal senso l’Ordinanza della Cassazione (nr. 4095 del 20-02-2014) ha stabilito che, ai fini della validità della notifica, la parentela e la convivenza tra destinatario dell’atto ed il consegnatario, non possono presumersi dall’attestazione dell’agente postale.