Guida alla portabilità del numero telefonico

Hai richiesto la portabilità del tuo numero telefonico al tuo gestore e la tua linea è sospesa, bloccata o il vecchio numero non passa?

Sei nel posto giusto!

Questa guida rapida ti spiega:

  • come funziona la portabilità,
  • quali sono i tuoi diritti garantiti dall’AgCom,
  • come evitare le trappole più comuni,
  • come ottenere un indennizzo economico se qualcosa va storto.

Cos’è la portabilità del numero e come funziona

La portabilità del numero telefonico è la procedura che permette a un utente di cambiare operatore telefonico (sia mobile che fisso) mantenendo invariato il proprio recapito telefonico e tutte le volte che vuole.

Nota fondamentale: la portabilità è un diritto gratuito!

Il vecchio operatore non può addebitarti alcuna penale o costo di disattivazione specificatamente legato al trasferimento del numero, fatti salvi eventuali costi di recesso anticipato dal contratto o rate residue di dispositivi associati (come smartphone o modem)

Tecnicamente esistono due procedure:

  • Portabilità Mobile (MNP – Mobile Number Portability): riguarda il cambio di operatore sui telefoni cellulari. È una procedura snella che esige tempi molto stretti (delibera AgCom n. 147/11/CIR). Dal 2022, per motivi di sicurezza legati alle frodi (SIM Swap), la MNP può essere richiesta solo dall’intestatario della SIM e richiede una validazione stringente tramite SMS (delibera AgCom 86/21/CIR).
  • Portabilità Fissa (SPP – Service Provider Portability): riguarda la linea fissa e la connessione internet. Qui la procedura è più complessa perché coinvolge spesso la gestione dell’infrastruttura fisica (il cavo di rame o la fibra ottica). Spesso la portabilità del numero fisso coincide con la migrazione della linea (trasloco), un processo che richiede un coordinamento tecnico più strutturato per evitare che l’utente rimanga senza internet (delibera AgCom n. 8/22/CIR).

“Donant” e “Recipient”: cosa succede dietro le quinte

Capire chi fa cosa è l’unico modo per sapere dove si è arenata la tua richiesta:

  • Recipient — il nuovo operatore. Prende in carico la richiesta, valida i dati, invia la domanda di trasferimento. È il tuo unico interlocutore commerciale.
  • Donating — il vecchio operatore. Ha l’obbligo di rilasciare il numero entro i termini di legge, se i dati sono corretti. Non può bloccare la portabilità per fatture non pagate o contestazioni in corso.

Il momento in cui il numero passa da una rete all’altra si chiama cut-over e avviene di norma tra le 5:00 e le 7:00 del mattino, per ridurre al minimo il disservizio.

Perché ti serve saperlo: quando chiami il servizio clienti e ti senti dire “la pratica è dall’altro operatore“, ora sai se è vero.

Se il recipient ha inviato la richiesta e il donating non l’ha evasa, la responsabilità è del donating, e l’indennizzo lo paga lui.

I codici che fanno fallire tutto: ICCID e codice di migrazione

Qui si concentra la maggior parte dei fallimenti.

Sul mobile — codice ICCID: 19 cifre, inizia con 8939 per l’Italia. Lo trovi:

  • stampato sul retro della tessera plastificata della SIM;
  • senza estrarre la SIM, su iPhone in Impostazioni › Generali › Info › ICCID; su Android tramite app di lettura SIM;
  • per le eSIM, nel PDF riassuntivo insieme al QR code o nell’area personale del gestore.

Sul fisso — codice di migrazione (o codice risorsa): alfanumerico, stampato obbligatoriamente su ogni bolletta.

⚠️

Una sola cifra sbagliata e la pratica muore…Il sistema del donating rifiuta in automatico per “dati non coincidenti”, senza dirti quale sia il dato sbagliato. Ricopia il codice con attenzione maniacale, e conserva uno screenshot di dove l’hai preso: ti servirà come prova.

I tempi della portabilità del numero telefonico

La normativa fissa limiti precisi per il completamento delle procedure:

Attenzione al conteggio: lunedì-venerdì, festivi esclusi. Una richiesta inserita venerdì pomeriggio inizia a essere lavorata lunedì (giorno 1) e si completa entro mercoledì (giorno 2). Per te sono passati 5 giorni di calendario, ma per la norma il termine è rispettato.

È il motivo per cui conviene evitare di far partire la pratica di giovedì o venerdì: perdi il fine settimana.

Dal giorno successivo alla scadenza del termine, ogni giorno di ritardo matura indennizzo. Segna la data esatta della richiesta: è il dato su cui si calcola tutto.

Il numero provvisorio che non si disattiva

Quando attivi una nuova SIM ti viene assegnato un numero provvisorio, che ti permette di usare subito minuti e giga in attesa che il tuo numero storico lo sovrascriva. Il passaggio dovrebbe completarsi entro le prime ore del giorno stabilito, e i disallineamenti residui si risolvono in genere entro le 10:00 del mattino.

Nelle ore del passaggio è normale un breve disallineamento dell’instradamento:

  • tu riesci a chiamare e navigare con la nuova SIM;
  • chi ti chiama riceve un messaggio di numero inesistente, oppure la chiamata squilla sulla vecchia SIM ormai disattivata.

Succede perché i database di instradamento nazionali non si aggiornano tutti nello stesso istante.

Se il blocco supera le 24 ore, non è più fisiologico: è un disservizio!

Se il numero provvisorio resta l’unico attivo per giorni, il danno non è solo non ricevere telefonate: home banking, codici OTP, WhatsApp e SPID sono agganciati al tuo numero storico, senza quello non autorizzi pagamenti e non accedi ai servizi pubblici.

Sei isolato digitalmente, ed è una circostanza che pesa nella quantificazione del danno.

Portabilità rifiutata: cosa c’è dietro il “KO tecnico”

Se ricevi un SMS o una mail che annuncia il fallimento della pratica, nella quasi totalità dei casi la motivazione è la stessa formula generica: “dati non coincidenti”.

Dietro quella dicitura ci sono cause molto diverse tra loro:

Cause reali Cosa è successo davvero
ICCID digitato male Uno zero scambiato con una “O”, una cifra saltata. È la causa più banale e la più frequente.
Disallineamento anagrafico La vecchia SIM era registrata con un errore (secondo nome omesso, codice fiscale con un refuso) che oggi non combacia con i dati corretti forniti al nuovo operatore.
Intestatario diverso dall’utilizzatore SIM intestata a un familiare o a un’azienda. Serve prima un cambio di intestazione presso il vecchio gestore.
SIM smarrita, guasta o scaduta Senza SMS di validazione la procedura non parte. Serve un duplicato dal vecchio gestore.
Superamento della capacità evasiva Ogni operatore ha un tetto giornaliero di linee che può rilasciare o assorbire. Oltre quel tetto, i sistemi tendono a respingere invece di accodare.
Ritardo del Donating Illegittimo, ma accade: il vecchio operatore prende tempo per contattarti con un’offerta di win-back.

Le prime tre le risolvi tu: correggendo il dato e ripresentando la richiesta.

Le ultime tre no: sono problemi dell’operatore, e sono esattamente quelle per cui matura l’indennizzo.

Se la pratica viene rifiutata due volte con la stessa motivazione generica, smetti di ripresentarla alla cieca: hai diritto a conoscere il motivo esatto del rigetto, e la richiesta formale di quel dato è già il primo passo della contestazione.

Ritardo nella portabilità: quanto ti spetta

Il regolamento AGCOM sugli indennizzi (delibera 347/18/CONS) fissa importi standard, calcolati su base giornaliera: più l’operatore ci mette, più la cifra sale.

Problemi portabilità Indennizzo giornaliero (AgCom)
Ritardo portabilità mobile (MNP)
  • €5,00 al giorno
Ritardo portabilità/migrazione fisso
  • €5,00 al giorno
Interruzione totale del servizio
  • €7,50 al giorno
Mancata risposta al reclamo
  • €2,50 al giorno, fino a €300,00

NOTA BENE: per le utenze business gli importi sono raddoppiati

La trappola che ti fa perdere l’indennizzo

Quando chiami il servizio clienti dopo una settimana di attesa, l’operatore diventa improvvisamente accomodante:

“Ci scusiamo per il disagio. Per venirle incontro le abbiamo attivato 100 Giga gratis per tre mesi e uno sconto di 10 euro sulla prossima fattura.”

Sembra un gesto di buona volontà. È una transazione.

Accettare un indennizzo in giga, sconti o bonus, anche solo confermandolo via SMS o al telefono, significa rinunciare formalmente a ogni richiesta risarcitoria futura in denaro. Hai chiuso la partita per 10 euro di sconto, quando una settimana di disservizio ne vale molte volte tanto, pagati in contanti.

Se ti propongono un “gesto commerciale”, non accettarlo prima di aver quantificato quello che ti spetta.

Non è maleducazione: è l’unico modo per non svendere un diritto.

Come sbloccare la linea e incassare davvero

Servono due passaggi, in quest’ordine:

1. Il reclamo scritto (diffida)

Va inviato via PEC o raccomandata A/R: non via chat, non via call center.

Il motivo è giuridico: una comunicazione scritta a un indirizzo formale produce effetti dal momento in cui arriva, e l’operatore non può sostenere di non averla ricevuta (artt. 1334 e 1335 c.c.). Da quel momento decorrono anche i termini per la risposta, e se non risponde, matura un ulteriore indennizzo.

Nel reclamo devono comparire: data esatta della richiesta di portabilità, codice pratica, cronologia dei contatti, quantificazione dei giorni di ritardo.

2. ConciliaWeb

Se la diffida non basta, si apre la conciliazione tramite ConciliaWeb, la piattaforma AGCOM gestita dai Corecom.

Si accede con SPID o CIE, si presenta l’istanza (Formulario UG) e si arriva a un’udienza virtuale davanti a un mediatore. Nei casi urgenti esiste una procedura d’urgenza per il ripristino immediato del servizio.

👉 Per saperne di più: consulta la guida completa a ConciliaWeb e alla procedura di conciliazione telematica.

🔎 Perchè il fai-dA-TE NON BASTA

Lo strumento è gratuito e chiunque può usarlo. Il problema è chi trovi dall’altra parte: alle udienze siedono i legali e i conciliatori professionisti delle compagnie, ogni giorno, sugli stessi casi.

Un errore nel formulario, una prova non allegata o una proposta al ribasso accettata di fretta ti costano l’intero indennizzo. Non è impossibile farlo da soli, è che l’asimmetria è reale.

Affidati a noi di Unione dei Consumatori e potrai ottenere:

  • il ripristino immediato della linea o il completamento definitivo del passaggio del numero verso il nuovo operatore.

  • un indennizzo economico automatico per ogni giorno di ritardo o per il disagio subito a causa del blocco della portabilità.

Fai come Francesco B., che non riusciva a recuperare il suo numero!

VITTORIA legale! 🏆

Il Giudice di Pace di Campobasso, accogliendo le istanze dei nostri avvocati, ha dichiarato TIM inadempiente al contratto e l’ha condannata al pagamento di 🏦596,50in favore di Francesco B.

Preferisci che un nostro legale valuti la pratica per te gratuitamente? Compila il seguente form:

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La tua segnalazione sarà più efficace se descriverai dettagliatamente il problema, le date del disservizio, le conseguenze di quello che è successo e cosa hai fatto per risolverlo
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Il servizio è gratuito e consente di rimanere aggiornati su temi importanti. Viene erogato a mezzo mail e non ha una periodicità predeterminata, non ha vincoli e può essere disdetto inviando una mail a privacy@unionedeiconsumatori.it

Di noi ti puoi fidare

Siamo la 1a Associazione in Italia

Su Trustpilot: non lo diciamo noi, ma chi abbiamo aiutato. Scorri le loro recensioni qui sotto.

Hai un problema con un operatore specifico?

Se ti rivedi in una di queste problematiche (che sono comuni a tutti gli operatori) e vuoi risolvere il problema ottenendo anche gli indennizzi che ti spettano, ti basta cliccare sul tuo “operatore” per leggere nell’articolo dedicato la nostra assistenza gratuita e quanto possiamo fare per te:

  • TIM: richiedi supporto per problemi di portabilità TIM

  • Vodafone: ottieni assistenza per ritardi con Vodafone

  • Wind Tre: risolvi i problemi di passaggio con WindTre

  • Iliad: assistenza dedicata per portabilità e numero provvisorio Iliad

  • Fastweb: guida e risoluzione blocchi portabilità Fastweb

  • Sky Wifi: verifica l’assistenza per problemi con Sky Wifi

  • Kena Mobile: supporto e reclami per ritardi portabilità Kena

Per saperne di più

Il credito residuo non si trasferisce da solo

Se passi da una SIM ricaricabile, il credito non segue automaticamente il numero:

  • va richiesto spuntando l’apposita casella nel contratto di passaggio. Se non lo fai, il credito resta al vecchio operatore.
  • gli operatori trattengono una commissione di 1-2 €, scalata dal credito stesso: somme inferiori a quella soglia si azzerano del tutto.
  • il credito arriva 3-5 giorni lavorativi dopo il passaggio del numero, non insieme.

Se dopo una settimana il credito non compare, è un disservizio amministrativo contestabile insieme al resto.

Portabilità business e Partite IVA: come tutelare la tua azienda

Per un’attività commerciale è perdita di fatturato misurabile:

  • POS fuori uso: negozi e ristoranti senza linea dati non incassano con carta.
  • centralino VoIP isolato: studi professionali irraggiungibili sul numero storico, con i clienti che passano ai concorrenti.
  • campagne pubblicitarie bruciate: l’advertising che rimanda a un numero morto è budget perso.

Oltre agli indennizzi raddoppiati, un’azienda può chiedere in sede giudiziaria il risarcimento del maggior danno, dimostrando il danno emergente (spese sostenute per rimediare — SIM o router di backup, provate da fattura) e il lucro cessante (mancati guadagni, confrontando i corrispettivi con lo stesso periodo dell’anno precedente).

I tetti al risarcimento previsti nei contratti non si applicano in caso di colpa grave dell’operatore, per esempio solleciti via PEC ignorati per settimane.


FAQ
Posso annullare una portabilità già avviata?
Sì, ma i tempi sono stretti e vanno gestiti col recipient. Se il ritardo è colpa dell’operatore e decidi di rinunciare, non può addebitarti costi di attivazione o disattivazione: l’inadempiente è lui (art. 1453 c.c.).
Il vecchio operatore può bloccare la portabilità se ho fatture non pagate?
No. Il donating ha l’obbligo di rilasciare il numero. Le somme contestate le recupera per altre vie, non trattenendo il tuo numero.
Come verifico a che punto è la mia portabilità?
Dall’app o dall’area clienti del nuovo operatore, dove compare lo stato della pratica, e dal suo servizio clienti chiedendo il codice pratica. Se lo stato resta “in lavorazione” oltre i termini di legge, il call center non ha il potere di sbloccare i database nazionali: serve una diffida formale.

I nostri esperti al tuo fianco

Scopri il profilo del nostro avvocato M. Arnone, esperto in telefonia e utenze domestiche, che è riuscito a far risarcire Bruno D. e che ha revisionato personalmente il presente articolo.

Avv. Manlio Arnone

“Supervisiono personalmente i contenuti pubblicati sul sito, verificando ogni singolo riferimento giuridico e dando il consenso alla pubblicazione delle sentenze da me ottenute.”

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