La cancellazione è legittima?

Il ricorso GaE, relativo alla permanenza in graduatoria e all’inserimento in GaE, identifica una problematica importante che necessita di alcuni chiarimenti.

La legge, difatti, prevede il depennamento legittimo dalla graduatoria qualora il soggetto interessato non presentasse l’aggiornamento entro i termini stabiliti.

Sulla base di quanto riportato, è ammessa quindi l’estromissione del soggetto che può comunque richiedere un nuovo inserimento in GaE recuperando il punteggio detenuto al momento dell’esclusione.

Le varie sentenze indicano come la non estromissione spontanea da parte dei docenti estromessi, sottintenda la loro volontà di rimanere in graduatoria e questo apre, senza dubbio, uno spiraglio di speranza.

In pratica, non viene ritenuta necessaria la riaffermazione di un’intenzione già espressa in precedenza.

L’estromissione, seppur legittima per legge, viene in realtà considerata diversamente da alcune sentenze giudiziarie.

 

Ricorso GaE: quando la questione si complica

Il ricorso GaE può essere presentato dai docenti che, dal 2014, non hanno più rinnovato la propria domanda di aggiornamento, perdendo quindi qualsiasi possibilità di essere scelti per l’assegnazione di una cattedra.

Il ricorso GaE, inoltre, sposta l’attenzione su altri due casi che riguardano i docenti estromessi:

  • il primo riguarda chi è legittimamente rimasto in graduatoria e, nonostante tutto, vede tornarvi – senza perdite di punteggio – chi era stato estromesso per non aver presentato domanda di aggiornamento;
  • il secondo riguarda proprio questi ultimi, che lamentano l’illegittimità della propria estromissione.

L’oggetto del ricorso del personale estromesso parte da un concetto logico e pressoché accertato: chi è in graduatoria verte in condizioni di precarietà lavorativa e non manifesta, pertanto, la volontà di fuoriuscire dalle liste.

L’inserimento in GaE, infatti, non viene mai ritrattato o rinnegato in modo volontario.

 

L’estromissione dalla graduatoria e il relativo ricorso GaE

Il ricorso GAE non viene accettato qualora venga dimostrata l’intenzione consapevole del soggetto di uscire dalla graduatoria.

L’organo di giustizia presenta, al docente, uno scenario favorevole, andando di fatto a contrastare una legge non certo chiara ed esaustiva.

Nessuno ha mai comunicato volontariamente di volersi estromettere dalle liste e di non accettare un nuovo inserimento in GaE.

Inoltre, l’estromissione tanto discussa è avvenuta, nella stragrande maggioranza dei casi, in forma involontaria.

L’istituto scolastico non ha comunicato, pertanto, al docente interessato i termini temporali di presentazione della domanda di aggiornamento, per il semplice fatto che la legge in questione non lo indica espressamente.

A riprova di ciò, e a maggior ragione, il docente viene tutelato dalla legge e può quindi presentare ricorso GaE.

Esso prevede, in caso di accoglimento, il nuovo inserimento in GaE e il recupero del punteggio.