Hai intenzione di presentare una domanda per l’assegno sociale e non sai come fare?

Hai fatto domanda ma è stata respinta, pur essendo in possesso dei requisiti necessari?

In questo articolo ti diciamo come funziona l’ex pensione sociale, a chi spetta e come viene calcolata.

Inoltre scoprirai quali sono i requisiti, l’importo e come fare la domanda

Infine, ti spieghiamo come noi di Unione dei Consumatori possiamo esserti d’aiuto nel caso in cui la tua domanda sia stata respinta.

CONTATTACI SUBITO

INDICE

Assegno sociale 2023: i requisiti

L’assegno sociale è una forma di sostegno economico che dal 1996 ha sostituito l’ex pensione sociale, erogato dall’INPS ai cittadini anziani italiani e stranieri che si ritrovano in uno stato di indigenza economica.

Questo sarà erogato ancora una volta per sostenere le persone con più di 67 anni d’età che non hanno sufficienti mezzi per mantenersi.

Per beneficiarne, bisognerà rispettare i requisiti previsti, cioè:

  • età: il richiedente dovrà avere almeno 67 anni
  • reddito: il reddito complessivo del nucleo familiare non potrà superare i 6542,51 euro (reddito personale) e 13085,02 euro (reddito coniugale)
  • residenza: il richiedente dovrà essere residente in Italia da almeno 10 anni.

Coloro che soddisfano tutti i requisiti possono presentare la domanda per ottenere l’assegno sociale 2023.

Una volta verificata la documentazione, l’INPS provvederà ad erogare l’assegno entro 60 giorni.

Ma vediamo nel dettaglio come presentarlo

 

Come presentare la domanda per l’assegno sociale

Per poterne beneficiare, è necessario presentare domanda all’INPS.
Una volta che sono stati verificati tutti i requisiti assegno sociale necessari (precedentemente esposti), è possibile presentare domanda tramite:

  • sito Web dell’INPS (accedendo con PIN, SPID, CNS o CIE)
  • contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa), 06 164 164 da rete mobile
  • patronati
  • intermediari INPS.

La domanda deve essere corredata da alcuni documenti quali attestazione ISEE, documento d’identità e dichiarazione sostitutiva dell’attestazione dei redditi.

Una volta presentata la domanda, l’INPS effettuerà tutti i controlli del caso ed emetterà un provvedimento di concessione o di rifiuto.

Se la domanda viene accolta, l’importo assegno sociale sarà calcolato in base al reddito del richiedente ed alle caratteristiche della sua situazione familiare.

L’assegno viene generalmente erogato mensilmente direttamente sul conto corrente del beneficiario.

È importante ricordare che può essere revocato qualora vengano meno i requisiti previsti dalla legge oppure se il titolare ha trasmesso informazioni false o incomplete all’INPS al momento della richiesta assegno sociale.

 

Attenzione

Nel caso di soggiorno all’estero per un periodo superiore ai 30 giorni, il beneficiario dell’assegno sociale inps ha l’obbligo di comunicarlo all’Inps, quest’ultima provvederà a sospendere la prestazione.

Nel caso di mancata comunicazione si incorre nel rischio di essere imputati per indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato (ex art. 316 ter c.p.).

 

Come si calcola l’assegno sociale

Per calcolare l’importo annuo dell’assegno sociale, bisogna tener conto di diversi fattori. Innanzitutto, occorre considerare il reddito complessivo della famiglia, costituito da tutti i redditi percepiti dai componenti del nucleo familiare.

Inoltre, viene considerato qualsiasi altro beneficio o sussidio che la famiglia può ricevere dallo Stato o da altri enti.

Nel 2022 l’importo dell’assegno sociale era di 468,11€ (per tredici mensilità). Da quest’anno, successivamente alla rivalutazione delle pensioni, l’assegno è pari a 503,27€ (per tredici mensilità).

Ovviamente non tutti percepiranno la somma nella misura intera, ma verrà corrisposto proporzionatamente alle esigenze dei beneficiari.

Coloro che sicuramente riceveranno l’assegno per intero sono, quei soggetti che:

  • hanno compiuto 67 anni
  • non sono coniugati
  • non hanno alcun reddito.

Negli altri casi, se un soggetto all’interno del nucleo familiare ha prodotto un reddito nell’anno di riferimento allora questo verrà detratto dall’importo totale dell’assegno sociale.

A scopo esemplificativo, poniamo che un soggetto percepisca un reddito di 2500€ nell’anno di riferimento, questa somma verrà detratta dall’importo dell’assegno (per il 2023 pari a 6542,51).

Il soggetto in questo caso avrà diritto ad un assegno sociale annuo pari a 4042,51€.

 

Cosa succede in caso di ricovero del beneficiario?

Nel caso di ricovero del beneficiario l’ammontare dell’assegno sociale viene ridotto nella misura del 50%, questo in particolar modo, nel caso di ricovero presso enti pubblici.

Nella circostanza in cui la retta per il ricovero è parzialmente a carico dell’anziano, l’assegno verrà ridotto nella misura del 25% (questo se il concorso per il pagamento della retta è inferiore al 50% del valore dell’assegno sociale).

Invece, nel caso in cui il concorso per il pagamento della retta da parte del pensionato o dei suoi familiari è superiore al 50% dell’importo, non sarà apportata alcuna riduzione.

 

La maggiorazione dell’ex pensione sociale

L’assegno è una prestazione economica erogata ai cittadini italiani e stranieri di età pari o superiore a 67 anni in condizioni di indigenza.

Il beneficio può essere maggiorato in determinate situazioni. Per ottenere la maggiorazione, è necessario presentare domanda assegno sociale all’Inps e dimostrare di rispettare i seguenti requisiti:

  • non possedere beni mobili o immobili di valore superiore a quello previsto dalla legge
  • essere titolari di un reddito annuo inferiore al limite stabilito
  • non usufruire di altre forme di sostegno economico erogate da enti pubblici o privati.

Inoltre, è necessario presentare la documentazione relativa al proprio stato economico-patrimoniale e attestare le proprie condizioni di disagio economico.

Una volta verificato che si soddisfano i requisiti, l’Inps riconosce la maggiorazione, che consiste in un importo mensile aggiuntivo rispetto alla prestazione ordinaria.

 

Assegno sociale: redditi rilevanti

Abbiamo visto che per il calcolo dell’importo dell’assegno sociale è necessario tenere in considerazione i redditi prodotti dal beneficiario.

Per quanto riguarda i redditi rilevanti, sono considerati tali quelli percepiti nell’anno solare precedente al momento della domanda.

Tra questi (elenco riportato direttamente dall’Inps), rientrano:

  • i redditi assoggettabili all’ IRPEF, al netto dell’imposizione fiscale e contributiva;
  • i redditi esenti da imposta
  • i redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta (vincite derivanti dalla sorte, da giochi di abilità, da concorsi a premi, corrisposte dallo Stato, da persone giuridiche pubbliche e private)
  • i redditi soggetti a imposta sostitutiva come interessi postali e bancari, interessi dei CCT e di ogni altro titolo di stato, interessi, premi e altri frutti delle obbligazioni e titoli similari, emessi da banche e Società per Azioni, ecc.
  • i redditi di terreni e fabbricati
  • le pensioni di guerra
  • le rendite vitalizie erogate dall’INAIL
  • le pensioni dirette erogate da Stati esteri
  • le pensioni e gli assegni erogati agli invalidi civili, ai ciechi civili e ai sordi
  • gli assegni alimentari corrisposti a norma del codice civile.

 

I redditi non rilevanti

Considerando l’importanza della somma, diverse categorie di redditi non sono rilevanti al momento della valutazione per il riconoscimento dell’assegno sociale.

Questo significa che al momento del calcolo dell’ex pensione sociale spettante, non si terrà conto:

  • del trattamento di fine rapporto e delle anticipazioni dello stesso
  • le competenze arretrate soggette a tassazione separata
  • il reddito derivante dalla casa di abitazione
  • le indennità di accompagnamento per invalidi civili
  • l’assegno vitalizio erogato agli ex combattenti della guerra 1915-1918

 

Ricorda

L’assegno sociale non è soggetto ad Irpef e non è trasmissibile agli eredi, questo significa che successivamente alla morte del titolare verrà meno l’erogazione dell’assegno e non è soggetto a reversibilità.

 

Decorrenza e durata dell’assegno sociale

La decorrenza dell’assegno sociale viene stabilita in base alla data di presentazione della domanda.

In particolare, inizia ad essere riconosciuto a partire dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda.

La durata è annuale, ma può essere rinnovata nel caso in cui i requisiti per ottenere il beneficio siano ancora validi. Dunque, come altri benefici, la pensione sociale ha il carattere della provvisorietà.

Una volta presentata la domanda, ogni anno si procederà alla rivalutazione dell’assegno spettante, questo sempre sulla base dei dati reddituali forniti.

In particolar modo, il beneficio viene erogato sulla scorta della dichiarazione reddituale, per la quale si deve procedere al conguaglio entro il mese di luglio dell’anno successivo.

Ricevuti i dati, l’Inps procederà all’adeguamento dell’assegno in base al reddito o alla sua sospensione nel caso di superamento dei limiti previsti dalla legge.