Il mantenimento figli naturali è sempre obbligatorio, anche per la prole nata al di fuori del matrimonio.

Così ha deciso dal Tribunale di Termini Imerese a seguito di un ricorso presentato dall’Avv. Gianni Dario Giuffrè, legale della consulta giuridica di Unione dei Consumatori.

Nella sentenza, vengono estesi al genitore naturale gli obblighi ex lege previsti per il genitore legale (all’art 147 c.c.).

Pertanto: “entrambi i genitori hanno la responsabilità genitoriale che è esercitata di comune accordo tenendo conto delle capacità, delle inclinazioni naturali e delle aspirazioni del figlio

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Di seguito chiariremo meglio tutti gli aspetti legati all’obbligo di mantenimento figli naturali e i termini dello stesso.

 

 

Mantenimento figli naturali: il fatto

Una coppia, dopo un anno di convivenza more uxorio, mette al mondo una figlia.

Purtroppo, la relazione tra i due genitori si interrompe ed il padre, sin dalla nascita, non ottempera ai propri doveri di mantenimento ed assistenza, tanto che la madre ha richiesto anche l’affidamento in via esclusiva della minore.

Inoltre, la donna ha avanzato la richiesta di ricevere un assegno di mantenimento figlio naturale pari a 650 euro mensili e il contributo del 50% per le spese straordinarie e/o di altro genere ma necessarie.

 

Entrambi i genitori sono responsabili: la sentenza

Nonostante le prove testimoniali sul disinteresse del padre verso la figlia, non soltanto in termini di mancato mantenimento del figlio naturale, il giudice ha rigettato la richiesta di affidamento esclusivo perché la responsabilità genitoriale ricade su entrambi.

Secondo l’art. 337 quater c.c. infatti: “L’affidamento esclusivo può esser adottato in via di eccezione, solo in presenza del manifestarsi di concrete ragioni contrarie all’interesse del minore che lo giustifichino e che devono avere natura oggettiva, non potendo consistere in soggettive difficoltà delle parti”.

Con il D.Lgs. 28/12/2013, n. 154, nell’art. 337 ter, secondo comma, cod. civ., si esplicita che “in caso di separazione, scioglimento, cessazione degli effetti civili, annullamento o nullità del matrimonio, va valutata prioritariamente la possibilità che i figli minori restino affidati ad entrambi i genitori, tenuto conto del fatto che su entrambi incombe la responsabilità genitoriale”.

Proprio per questo principio, il padre è stato condannato al pagamento dell’assegno mantenimento figli genitori non sposati.

 

Assegno mantenimento figlio naturale

Per quanto attiene alla determinazione degli obblighi di alimenti figlio naturale, va evidenziato che la prole ha diritto ad un “mantenimento tale da garantirle un tenore di vita corrispondente alle risorse economiche della famiglia”.

Ciò trova applicazione nell’art. 315 bis c.c. che impone il dovere di mantenere, istruire ed educare i figli, ed obbliga i genitori a far fronte ad una molteplicità di esigenze, non riconducibili al solo obbligo alimentare.

Questi obblighi sono estesi all’aspetto abitativo, scolastico, sportivo, sanitario, sociale, all’assistenza morale e materiale, alla opportuna predisposizione fin quando l’età dei figli lo richieda di una stabile organizzazione domestica, idonea a rispondere a tutte le necessità di cura e di educazione.

Il parametro di riferimento, ai fini della determinazione del concorso negli oneri finanziari, è costituito non soltanto dalle sostanze, ma anche dalla capacità di lavoro, professionale o casalingo, di ciascun coniuge, ciò che implica una valorizzazione anche delle accertate potenzialità reddituali.

Ai sensi del novellato testo dell’art. 337-ter cod. civ., ciascuno dei genitori è tenuto a provvedere al mantenimento figli naturali in misura proporzionale al proprio reddito.

Pertanto, in seguito alla richiesta mantenimento figlio naturale avanzata dalla madre, il padre è stato condannato a versare un contributo mensile di 400 euro e il 50% delle spese straordinarie che si renderanno necessarie per la figlia.

 

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