Capita di sfiorare accidentalmente un banner pubblicitario mentre si naviga dallo smartphone, e di ritrovarsi abbonato a qualche servizio, oppure, nell’intento di chiudere una finestra di pop-up scatta la sottoscrizione ai servizi più disparati, o di vedersi rinnovato una promozione, o attivato un servizio mai richiesto. Eppure, il gestore telefonico non può vantare alcun credito per la prestazione di servizi non richiesti, in quanto necessita l’approvazione esplicita, o almeno una preventiva negoziazione. (Corte di Cassazione Civile, Sezione III, sentenza del 10 luglio/29 agosto 2013, n. 19882).

Se non c’è un’approvazione esplicita, o almeno una preventiva negoziazione tra gestore e consumatore, quest’ultimo può contestare il servizio non richiesto, qualunque esso sia. Infatti il consumatore può:

  • comunicare all’operatore commerciale la propria volontà di annullare il contratto e chiedere la restituzione integrale delle somme addebitate;

  • denunciare la pratica scorretta all’Antitrust al fine di ottenere un provvedimento di inibizione e sanzione amministrativa;

  • azionare un apposito giudizio di risarcimento dei danni davanti al Giudice di Pace.

Potete anche rivolgervi direttamente alla nostra Associazione, che dinanzi all’incrementarsi di tali fenomeni, saprà dare, in tempi celeri, una risposta alle vostre diverse situazioni.

 

In caso di servizi telefonici non richiesti è necessario:

  • pagare la bolletta usando un nuovo bollettino ed escludendo il costo del servizio contestato;

  • inviare alla compagnia telefonica, entro la data della scadenza della bolletta, una lettera di reclamo, con allegata la fotocopia della carta d’identità e la fattura, nella quale si contesta la fattura e si chiede l’immediata disattivazione del servizio;

  • si può informare l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che può solo sanzionare la compagnia telefonica senza intervenire nella controversia tra consumatore e gestore;

  • se il reclamo non ha avuto effetto, prima di iniziare la causa civile, è obbligatorio esperire il tentativo di conciliazione davanti al Co.Re.Com. (Comitati Regionali per le Comunicazioni) della propria regione;

  • se la conciliazione riesce, si redige un verbale che ha valore di contratto di transazione tra le parti (la transazione è il contratto con il quale le parti, facendosi reciproche concessioni, pongono fine ad una lite);

  • se non c’è l’accordo o se non è stata fissata udienza di conciliazione dopo trenta giorni dalla richiesta, ci si può rivolgere al Giudice di Pace competente per territorio.

  • Per ovviare a tutti questi passaggi ci si può sempre rivolgere agli esperti Udiconsum.

 

In caso di abbonamenti attivati tramite sms o mms è possibile richiedere l’attivazione del barring sms

Si tratta di un servizio che blocca gli sms come i servizi di sms premium, ovvero i messaggi a pagamento in decade 4x (in particolare 43, 44, 46, 47, 48 e 49) come oroscopo, chat, ricette e servizi vari. La procedura cambia a seconda dell’operatore:

  • per Tim basta chiamare il 119 e richiedere all’operatore di mettere il numero in black list;

  • per Vodafone occorre chiamare il 190 e chiedere all’operatore l’attivazione del barring sms;

  • per Wind basta contattare il 155 e richiedere il blocco dei servizi a sovrapprezzo (può essere totale, cioè chiamate a numerazione 899, 166 e sms, oppure soltanto il blocco parziale di uno dei due);

  • per Postemobile basta inviare il modulo che si trova sul sito e inviarlo via fax o via posta tradizionale, richiedendo il blocco dei servizi a sovrapprezzo.

L’unico inconveniente del servizio di barring sms è quello di bloccare anche sms di servizio attivati volontariamente, come quelli inviati dalla banca per notificare l’utilizzo della carta di credito.

 

In caso di contratti a distanza

É bene non accettare MAI proposte telefoniche di attivazione di servizi telefonici ma, nel caso in cui si voglia modificare il proprio contratto, verificare in anticipo le diverse condizioni sul sito www.supermoney.eu oppure su www.sostariffe.it  o, ancora sui siti delle diverse società di telefonia o, non ultimo, attraverso una consulenza dei nostri esperti.

 

Concludendo, per servizi attivati e non richiesti il consumatore ha il diritto di recesso, può pretendere il ripristino della situazione precedente, basta che lo stesso dimostri, con ogni mezzo di non aver mai concluso il contratto.

É importante, ricordarsi, quindi, di:

  1. controllare periodicamente il resoconto del proprio abbonamento, o conoscere il proprio credito residuo;

  2. leggere attentamente i messaggi che arrivano sullo smartphone, e in caso di attivazione di un abbonamento, controllare il conto telefonico per vedere se c’è stato qualche addebito e seguire le indicazioni riportate per disattivare subito l’abbonamento;

 

Contatta Unione dei Consumatori per ricevere l’adeguata assistenza e accedere alla conciliazione paritetica per ottenere il rimborso dovuto.