Introduzione

Il pignoramento della pensione è uno dei temi più dibattuti e controversi nel dibattito giurisprudenziale.

Può avvenire quando – in caso di mancato pagamento delle somme dovute – i creditori (soggetti privati, banche, Agenzia delle entrate, Inps) decidono di avviare un’esecuzione forzata rivalendosi sulla pensione del debitore.

Se ti trovi in una situazione del genere, Unione dei Consumatori può aiutarti!

Analizzeremo il tuo caso e verificheremo se hai i requisiti richiedere l’impignorabilità pensione.

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INDICE

Come avviene il pignoramento pensioni

Analizzando la legislazione attuale, possiamo dire che esistono due forme di pignoramento della pensione. Vediamo quali.

– Pignoramento pensione INPS

A seguito di un atto di pignoramento che viene notificato sia all’Ente di previdenza che al debitore, viene pignorato l’assegno pensionistico prima che questo venga accreditato dall’utente.

La trattenuta viene fatta dall’Inps che la versa poi al creditore.

Il versamento, però, avviene solo dopo una formale udienza davanti al giudice (la cui data è indicata sull’atto stesso di pignoramento), nel corso della quale il debitore può comparire anche solo al fine di verificare che la procedura segua il suo regolare corso.

In quella sede quest’ultimo può presentare eventuali opposizioni.

Se non ci sono opposizione, da quel momento in poi la pensione viene decurtata di un importo che, sulla base dei casi, può variare da un decimo a un quinto.

– Pignoramento pensione banca

In questo caso, l’atto di pignoramento pensione, viene notificato presso la banca dove il pensionato riceve l’accredito della pensione.

Questa, trattiene il dovuto e lo versa al creditore, solo dopo l’autorizzazione del giudice a seguito di una udienza la cui data è indicata nell’atto di pignoramento.

Anche in questo caso, sono previsti dei limiti al pignoramento della pensione.

 

L’impignorabilità pensione

Non tutte le pensioni sono pignorabili.

Infatti, la legge stabilisce che i sussidi per coloro che sono compresi nell’elenco delle persone povere non sono pignorabili.

Pertanto, non è pignorabile

  • l’assegno sociale previsto per le persone con almeno 67 anni d’età
  • la pensione di invalidità civile
  • l’assegno di accompagnamento.

La pensione di inabilità e di invalidità sono pignorabili nei limiti stabiliti, di volta in volta, dal giudice, tenendo conto delle necessità del debitore.

In tutti gli altri casi, la pensione è pignorabile, ma entro determinati limiti che variano in base al tipo di creditore e all’entità dell’assegno dell’Inps.

 

Pignoramento della pensione: il nostro successo

La vicenda del pignoramento della pensione ha come protagonista un pensionato palermitano che – oltre alla difficoltà economica dettata dalla necessità di far fronte con la pensione a diversi altri debiti (cessione del quinto, cambiali pendenti per pregressi finanziamenti, autosostentamento) – ha avuto notificato un atto di pignoramento pensioni.

Preoccupato dall’eventualità di dover provvedere a un ulteriore esborso mensile – che lo avrebbe portato ancor di più verso una crisi irreversibile – l’uomo si è rivolto a Unione dei Consumatori per ricevere tutela in relazione al pignoramento della pensione.

Grazie al lavoro certosino svolto dall’Associazione, a seguito di un’istanza presentata, il giudice dell’esecuzione ha stabilito che possa essere pignorata solo una cifra pari a 80,00 euro, a fronte di una pensione di quasi 1.500,00 euro.

Il provvedimento emesso dal giudice dell’esecuzione di Palermo – dichiara Gianni Dario Giuffrè, avvocato membro di Unione dei Consumatori, che ha assistito il pensionato – è frutto e conseguenza di una corretta e saggia applicazione della legge.

Nel nostro caso, il provvedimento si è ispirato ai principi cardine della nostra Costituzione e della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea che garantisce il riconoscimento del diritto all’assistenza sociale.

Ciò, al fine di assicurare un’esistenza dignitosa a tutti coloro che non dispongono di risorse sufficienti.

 

L’innovazione sul piano giurisprudenziale

Il tema del pignoramento della pensione o dello stipendio in presenza di una cessione del quinto preesistente è regolato dal d.l. n. 83/2015.

In tal senso, il decreto è chiaro nello stabilire come sia possibile pignorare – nel totale – fino alla misura massima mensile dell’assegno sociale, aumentato della metà.

Proprio in base a questo principio, senza l’intervento di Unione dei Consumatori, il giudice – con la semplice applicazione dei suddetti calcoli matematici – avrebbe dovuto effettuare un pignoramento pensione nella misura di 160,00 euro mensili.

In tal senso, la rivoluzione sul piano giurisprudenziale apportata da Unione dei Consumatori costituisce un enorme successo che lascia ben sperare in qualcosa di positivo a favore della parte più debole.

“È un’ordinanza innovativa ottenuta a favore del pensionato – dichiara Manlio Arnone, presidente di Unione dei Consumatori – Il giudice dell’esecuzione ha deciso di adeguarsi a un’interpretazione estensiva determinando il pignoramento per la sola quota di 80,00 euro.

Un successo importante non solo per il profilo giuridico, ma per l’importanza che quegli 80,00 euro in più hanno nell’economia mensile del nostro assistito ci riteniamo soddisfatti un atto di giustizia verso i più deboli”.