Ricevere un SMS dal mittente “Poste Info” che segnala un’anomalia sul conto o un accesso non autorizzato mette chiunque in uno stato di allarme.

È proprio su questa urgenza che fanno leva i truffatori: Affidati a noi per evitare qualsiasi tentativo di furto!

 

 

Perché sceglierci? Leggi cosa dicono di noi.

Agiamo con un peso istituzionale diverso: i nostri esperti conoscono la materia e sanno come formulare le proposte che arrivano direttamente ai decisori, accelerando la chiusura della tua pratica.

 

 

 

 

 

 

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Avv. Maria Concetta Dioguardi

““Revisioniamo ogni contenuto per garantire trasparenza e fornire ai consumatori una difesa legale d’eccellenza contro ogni sopruso dei gestori.””

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FAQ
Perché il messaggio appare insieme a quelli veri di Poste?
Perché i truffatori usano software che inviano messaggi con lo stesso “Alias” (il nome del mittente) usato da Poste, ingannando il sistema operativo del tuo smartphone.
Posso essere truffato solo ricevendo l’SMS?
No. Il rischio reale scatta solo se clicchi sul link e inserisci i tuoi codici o se li comunichi a voce a qualcuno che ti chiama.

 

Per saperne di più

 

La Corte di Cassazione ha chiarito che il cliente non è l’unico responsabile se cade in un tranello così ben congegnato.

Se l’SMS appare nella “catena” dei messaggi autentici, l’istituto deve dimostrare di aver adottato tutte le misure per impedire tale intrusione.

Grazie al Codice del Consumo,  possiamo contestare la responsabilità della banca o delle Poste, sostenendo che un sistema di sicurezza facilmente manipolabile dai truffatori è un servizio non conforme.

 

Come funziona la truffa dell’SMS “Poste Info”

Per evitare il problema, è fondamentale capire la dinamica dell’attacco.

I criminali informatici non inviano messaggi a caso, ma utilizzano sistemi che camuffano il numero del mittente.

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Il testo escaSolitamente il messaggio recita: “Un dispositivo non riconosciuto risulta collegato al tuo conto. Se non sei tu, clicca qui per bloccare”.
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Il falso sitoIl link rimanda a una pagina web identica a quella di Poste Italiane. Qui ti viene chiesto di inserire username, password e, spesso, il numero di cellulare.
La chiamata del “finto operatoreIn alcuni casi, dopo aver inserito i dati, ricevi una telefonata da un sedicente addetto alla sicurezza di Poste che ti convince a comunicare i codici OTP via SMS per “annullare” le operazioni fraudolente che lui stesso sta compiendo.

I tuoi diritti

⚠️
Nota bene Ai sensi del Codice del Consumo e della normativa sui pagamenti digitali (PSD2), la banca o l’ente postale hanno l’obbligo di proteggere i tuoi dati con sistemi di sicurezza avanzati.
  • Trasparenza: Poste deve informarti chiaramente sui canali ufficiali di comunicazione.
  • Responsabilità del prestatore: Se la truffa avviene perché il sistema di sicurezza dell’istituto è stato aggirato, potresti aver diritto al rimborso, a patto di non aver agito con colpa grave.