Può accadere che l’ente erogatore del servizio idrico richieda il pagamento di canoni per la fornitura d’acqua anche a distanza di molto tempo.

In materia di consumi idrici, la prescrizione è di 5 anni: la richiesta di pagamento deve giungere, con una raccomandata a.r., all’utente entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui si è verificato il consumo di acqua.

Più precisamente, non è sufficiente che la richiesta venga inviata dall’ente gestore del servizio idrico entro il termine di cinque anni, ma che giunga all’utente entro tale scadenza.

Infatti il termine di prescrizione può essere interrotto solo se il creditore ha la certezza che il debitore abbia ricevuto l’atto inviatogli, tramite la ricezione della raccomandata.

Se poco tempo prima della scadenza del termine di prescrizione di cinque anni si dovesse ricevere il pagamento degli arretrati in un’unica soluzione, cioè le annualità di consumi, alle quali viene anche sommata la cosiddetta “quota fissa”, sarà possibile richiedere all’ente gestore di poter rateizzare l’importo richiesto.