Reclami TIM fisso e mobile:
Come farli e a chi inviarli
Guida al reclamo TIM
Devi fare un reclamo a TIM perché, ad esempio, sei senza linea da giorni, ti è arrivata una bolletta esagerata o continui a ricevere fatture per un contratto che hai già disdetto?
In questa guida trovi:
- la procedura corretta ed efficace;
- dove e come inviare il tuo reclamo;
- il modulo di reclamo TIM da scaricare e compilare.
Reclamare è un tuo diritto: non una cortesia che chiedi
Davanti a un disservizio o a un addebito che non riconosci, presentare reclamo non è una concessione che l’operatore ti fa: è un diritto riconosciuto dalla legge, con obblighi speculari a carico di TIM.
Nello specifico:
- Ti spetta reclamare senza oneri aggiuntivi: TIM non può renderti difficile reclamare, non può farti pagare per farlo e non può importi un canale unico (telefono, posta e canali telematici devono essere tutti disponibili).
- TIM ha il dovere di risponderti entro 30 giorni, termine fissato dalla sua Carta dei Servizi.
Ufficio reclami TIM: dove inviare il tuo reclamo
TIM, in realtà, non ha un “ufficio reclami” con uno sportello fisico: ha diversi canali attraverso i quali procedere.
Questi cambiano a seconda del tipo di linea (fisso o mobile) e, soprattutto, a seconda che tu sia un cliente consumer (utenza privata) o un cliente business (professionista o azienda con partita IVA).
Nella tabella trovi l’elenco chiaro dei contatti che ti servono:
| Canale | Consumer (privati) | Business (P.IVA) |
|---|---|---|
| Telefono |
Gratuiti, attivi 24h |
191, gratuito |
| PEC | telecomitalia@pec.telecomitalia.it | telecomitalia@pec.telecomitalia.it |
| Raccomandata A/R |
|
|
| App e area clienti | MyTIM: sito web e app iOS e Android – assistente virtuale “Angie” | App e sito TIM Business (timbusiness.tim.it) |
| 335 123 7272 | 335 123 7272 |
Giusto per darti un’indicazione importante considera che:
- PEC e raccomandata A/R creano data certa e valore legale per entrambe le categorie;
- telefonata al 187, al 119 o al 191, app, assistente virtuale e WhatsApp non hanno valore legale.
Per completezza di informazione aggiungiamo ai contatti il modulo di reclamo TIM che abbiamo predisposto con la formula di reclamo e diffida pronto da scaricare, compilare e inviare.
L’esperienza di Unione dei Consumatori al tuo servizio
Al di là delle modalità indicate dal gestore, ogni giorno centinaia di consumatori ogni giorno ci scrivono per raccontarci che si trovano davanti a un vero e proprio “muro di gomma” perchè nonostante i tentativi di contattare il call center e le PEC inviate (le ricevute di consegna conservate), TIM:
- non risponde ai reclami,
- liquida la pratica con risposte vaghe, promesse generiche o che sa già che non manterrà.
Tutto ciò genera chiaramente rabbia e frustrazione ma allontana l’attenzione dal vero problema che se non viene segnalato, non potrà essere risolto.
Questo meccanismo aberrante, che contravviene palesemente al regolamento AGCOM che stabilisce gli obblighi di risposta ai tempi massimi di intervento, genera gravi conseguenze:
- crea l’alibi a TIM di assolvere i propri doveri perché non è stata avvisata;
- non ti riconosce il risarcimento dei danni per i disagi subito
- lo legittima a mandarti la bolletta da pagare a fine mese
Oltre il danno la beffa! 😤
I reclami TIM che più spesso restano senza risposta
- Guasti non ripristinati nei tempi previsti dalla Carta dei Servizi, con la linea ferma per settimane.
- Addebiti ingiustificati e servizi mai richiesti: decoder, opzioni, abbonamenti comparsi in fattura senza consenso.
- Fatture dopo il recesso: vincoli contrattuali, penali e canoni di apparati già restituiti, addebitati a contratto chiuso.
- Ritardi nella portabilità o nel trasloco, con il numero bloccato tra due operatori.
- Disdette non prese in carico, con l’addebito che prosegue come se nulla fosse.
Ti rivedi in questa situazione o in altre analoghe?
Non preoccuparti…
Ti aiutiamo noi, come abbiamo già fatto con Francesco Saverio B. che era vittima dell’inadempienza di Tim.
Ottieni assistenza legale gratuita
A differenza di Tim, ti offriamo assistenza immediata, e supporto legale specializzato, per costringere l’operatore a adempiere ai propri obblighi.
🛡️ Cosa include la tutela gratuita?
Il nostro servizio include la valutazione del caso e i costi per gli avvocati, perché li facciamo pagare all'operatore.
⚖️Come funziona il nostro servizio?
Ricevuta la tua segnalazione:
- prendiamo in carico il caso e ti ricontattiamo (con persone vere!) entro 24H
- diffidiamo TIM ad adempiere alle tue legittime richieste
- avviamo la procedura d’urgenza all’interno della conciliazione AgCom, con avvocati “specializzati” in telefonia
- procediamo con un’eventuale azione legale, nel caso in cui TIM non voglia ammettere le proprie responsabilità.
I vantaggi per te
Ti assistiamo online senza alcun bisogno che tu esca da casa.
Grazie al nostro intervento otterrai:
- soluzione veloce del problema;
- indennizzo per i disagi subiti;
- rimborso della bolletta pagata;
- annullamento della eventuale richiesta debitoria.
Quindi, a questo punto…
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Le norme che obbligano TIM a risponderti
I due obblighi citati sono stabiliti dall’art. 8 della Delibera AGCOM n. 179/03/CSP:
- Diritto di reclamo gratuito (comma 1): gli operatori devono garantire l’invio delle segnalazioni via telefono, per iscritto o per via telematica, senza costi aggiuntivi.
- Risposta motivata (comma 4): il gestore deve rispondere entro i tempi contrattuali (massimo 45 giorni, che scendono a 30 giorni per TIM in base alla sua Carta dei Servizi). In caso di rigetto, la risposta deve essere scritta, motivata e indicare le procedure di conciliazione.
Un semplice “abbiamo verificato, l’addebito è corretto” non è una risposta conforme: senza accertamenti indicati, quel rigetto è contestabile esattamente come un silenzio!
Cosa succede se l’obbligo di risposta viene violato
- Sul piano contrattuale: la mancata risposta è un inadempimento e fa scattare l’indennizzo previsto dal Regolamento indennizzi (Delibera AGCOM n. 347/18/CONS, Allegato A).
- Sul piano amministrativo: la violazione dell’art. 8, comma 4, è un illecito che AGCOM sanziona d’ufficio con ordinanze-ingiunzione a carico degli operatori. Non stai chiedendo un favore: stai segnalando una condotta già sanzionata in passato.
- Sul piano civilistico: ignorare sistematicamente le contestazioni viola gli obblighi di correttezza e buona fede nell’esecuzione del contratto (artt. 1175 e 1375 c.c.).
L’obbligo di correttezza, trasparenza ed equità
Il Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005, art. 2) riconosce del resto come fondamentali, tra gli altri, il diritto alla correttezza, trasparenza ed equità nei rapporti contrattuali e quello all’erogazione dei servizi pubblici secondo standard di qualità ed efficienza. Il reclamo è lo strumento con cui quei principi smettono di essere astratti.
Utile anche la Legge Bersani (L. n. 40/2007), che ha introdotto la libertà di recesso senza penali né costi di disattivazione ingiustificati: decisiva quando, dopo un guasto prolungato, cambi operatore e TIM prova a trattenerti con addebiti illeciti o fatture post-recesso.
Quanto tempo ha TIM per rispondere al reclamo
Con la propria Carta dei Servizi, TIM si impegna a dare riscontro ai reclami entro 30 giorni dalla ricezione, usando lo stesso canale che hai usato tu.
È un termine più stringente di quello fissato in via generale dall’AGCOM, che pone un tetto massimo di 45 giorni. Vale il termine più favorevole al consumatore: per TIM, quindi, 30 giorni.
Attenzione a due trappole ricorrenti:
- una risposta interlocutoria (“stiamo verificando”, “la pratica è in lavorazione”) non è una risposta al reclamo: non chiude il termine;
- un rigetto senza motivazione adeguata equivale, nella sostanza, a una mancata risposta.
Indennizzo per mancata risposta: quanto ti spetta davvero
Se TIM non risponde, ti deve un indennizzo di 2,50 € per ogni giorno di ritardo, fino a un massimo di 300,00 € (Delibera AGCOM n. 347/18/CONS, Allegato A).
Qui però va detta una cosa che nessuno scrive, e che fa la differenza tra una richiesta accolta e una respinta: i giorni non si contano dal reclamo, ma dalla scadenza del termine.
Quando il reclamo scritto non basta, il passo successivo non è il giudice: per le controversie con gli operatori telefonici il tentativo di conciliazione davanti al Corecom è obbligatorio e si avvia online su ConciliaWeb. Al suo interno si può chiedere un provvedimento d’urgenza per far ripristinare subito il servizio.
Cosa succede se smetto di pagare la bolletta perchè la linea non funziona?
È rischioso farlo in autonomia, perché potresti subire il distacco della linea per morosità. La strategia corretta è inviare un reclamo formale (messa in mora) con la nostra assistenza: blocca legittimamente l’obbligo di pagamento per la parte di servizio non goduta e ti protegge da sospensioni e segnalazioni negative.
Dopo aver inviato il reclamo, quanto tempo ha TIM per rispondermi?
Per legge, Tim ha 30 giorni di tempo per fornire una risposta scritta al tuo reclamo. Tuttavia, spesso questa risposta è generica o dilatoria. Se il problema persiste o la risposta è insoddisfacente, non attendere oltre: la nostra assistenza legale interviene per forzare una risoluzione immediata tramite le sedi competenti.
L’assistenza dell’Unione dei Consumatori è davvero gratuita?
Assolutamente sì! E ricomprende: valutazione del caso, tesseramento (non dovuto) ed assistenza legale, perché gli avvocati li facciamo pagare alla compagnia telefonica.
I nostri esperti al tuo fianco
Scopri il profilo del nostro avvocato M. Arnone, esperto in telefonia e utenze domestiche, che è riuscito a far risarcire Salvatore V. e che ha revisionato personalmente il presente articolo.
Avv. Manlio Arnone
Ero cliente Tim dal 2023. Nell’aprile 2025 a seguito dell’aumento della tariffa tramite Angie (canale di messaggistica di Tim) accetto una nuova offerta dove però non mi viene comunicato l’esistenza di un vincolo contrattuale. Per questa ragione, entro i 14 giorni per il diritto di ripensamento sia tramite 187 che pec faccio la richiesta di recesso. Ci mettono 2 mesi e mezzo per leggerla ma alla fine mi chiudono la linea e io restituisco il modem. Da quel momento continuano ad arrivarmi fatture per il vincolo contrattuale ed il modem. Comunico via pec che il modem è restituito e che il vincolo contrattuale non sono tenuta a pagarlo dato che ho applicato il diritto di ripensamento. Dopo 2 mesi mi riconoscono solo che ho restituito il modem (senza stornarmi i costi che comunque nel mentre mi avevano addebitato) e continuano a mandarmi fatture per questo vincolo contrattuale. L’ultima il mese scorso in cui mi hanno mandato una fattura con tutto l’importo dovuto. Nei mesi ho scritto tantissime pec, chiamato il 187 che mi dava ragione ma era l’ufficio reclami che doveva fare qualcosa, ufficio reclami non mi ha mai contattata nonostante le mie continue richieste e alla fine venerdì mi è arrivata per e-mail la lettera di eurofactor. Perché devo pagare un vincolo contrattuale quando ho effettuato in diritto di ripensamento?? Il diritto di ripensamento non vale su tutto?
Gentile Sara,
abbiamo preso in carico la tua segnalazione. Quanto prima sarai contattata da una nostra consulente.
Cordialmente
Lo Staff di Unione Dei Consumatori