Vuoi sapere se hai diritto all’assegno ordinario per le patologie invalidanti o se puoi accedere alla pensione di invalidità?

Se svolgere piccole azioni quotidiane o normali attività lavorative è diventato un problema sappi che hai diritto, per legge, a ricevere specifiche tutele.

Ma in che percentuale e, soprattutto, per quali patologie?

In questo articolo vedremo quali sono le patologie invalidanti che danno diritto alle agevolazioni e come fare richiesta per ottenere il certificato di invalidità in modo celere, grazie al nostro supporto.

 

 

Cosa si intende con patologie invalidanti?

Quando si parla di patologie invalidanti si fa riferimento a tutte quelle malattie croniche per le quali il soggetto che ne è affetto manifesta serie difficoltà nello svolgere azioni quotidiane.

Azioni che si ripercuotono sul benessere personale, sulle relazioni e sull’attività lavorativa, che ne è inevitabilmente compromessa.

Purtroppo, ottenere le dovute agevolazioni ed esenzioni fiscali, per chi deve fare i conti con una disabilità o con una malattia invalidante, non è così semplice come può sembrare.

Nonostante la legge 104 sia abbastanza chiara al riguardo, l’iter per l’ottenimento delle tutele previste risulta piuttosto complesso. Inoltre, è necessario sottoporsi ad accertamenti sanitari che stabiliscano la gravità di tali patologie e la relativa percentuale di invalidità.

È comunque possibile accertare tali patologie consultando apposite tabelle ministeriali che, attraverso un elenco patologie invalidanti dettagliato, indicano il livello di infermità in relazione alla capacità lavorativa del soggetto invalido.

In queste tabelle, quindi, viene indicato in quale percentuale (in termini di gravità dello stato invalidante) tale patologia incide sul lavoro.

 

Elenco patologie invalidanti e percentuali che danno diritto alle agevolazioni

Per ottenere agevolazioni o sussidi è fondamentale che venga riconosciuto uno stato di invalidità che comprometta il normale svolgimento delle attività di vita quotidiana e/o lavorativa.

Viene riconosciuto come invalido civile:

  • qualsiasi lavoratore con un’età compresa tra i 18 ed i 65 anni e 7 mesi che non possieda la facoltà di svolgere un’attività lavorativa per patologie fisiche o psichiche;
  • qualsiasi soggetto con un’età inferiore ai 18 anni o maggiore ai 65 anni e 7 mesi che non possa svolgere attività tipiche della sua età per patologie fisiche o psichiche.

Sulla base della percentuale di invalidità si hanno differenti diritti. Infatti, è ritenuta un patologia invalidante se questa è:

  • superiore al 74%, si ha diritto alla pensione d’invalidità;
  • pari al 100%, viene riconosciuta la pensione di inabilità;
  • inferiore al 74% (34%, 46%, 50% e 67%), vengono riconosciute alcune agevolazioni, ma non si può accedere alla pensione mensile disposta dallo Stato.

Premesso ciò, vediamo di seguito quali sono le patologie invalidanti che danno diritto a tutta una serie di agevolazioni e che possono, in certe percentuali, far maturare il diritto a una pensione mensile.

 

Patologie invalidanti quali sono

Le tabelle ministeriali attribuiscono, pertanto, una percentuale che tiene conto della patologia e del relativo livello di invalidità. Questa percentuale può riferirsi a una o a diverse classi funzionali, evidenziate a seguito di una accurata valutazione clinica.

È possibile che non sussista un’unica infermità, ma che si manifestino infermità plurime.

Proprio in quest’ultimo caso, viene effettuato dapprima il calcolo delle percentuali di ciascuna delle patologie invalidanti  e poi una integrazione di tali percentuali attraverso diversi criteri di valutazione.

Vediamo nel dettaglio quali sono le patologie invalidanti che danno diritto alle agevolazioni.

 

Patologie invalidanti dell’apparato

Ma quali sono le patologie che comportano una sostanziale riduzione della capacità lavorative e che danno diritto al soggetto di ricevere le tutele previste dalla legge?

Per entrare un po’ più nel dettaglio, bisogna considerarle in relazione all’apparato:

  • cardiocircolatorio, come le aritmie gravi, i trapianti cardiaci complessi o le coronaropatie gravi;
  • respiratorio, come la broncopneumopatia cronica asmatica, restrittiva o ostruttiva;
  • digerente, come la stenosi esofagea, la cirrosi epatica di classe B e C, i trapianti complicati di fegato o intestino o le malattie infiammatorie croniche intestinali;
  • urinario, come l’insufficienza renale cronica o il trapianto renale complicato;
  • endocrino, in caso di diabete mellito, di insufficienza corticosurrenale con complicanze e ricoveri plurimi;
  • osteoarticolare e locomotore, nel caso di amputazione completa degli arti superiori, di amputazione bilaterale di coscia protesizzabile o di perdita delle due mani non protesizzabile.

 

Patologie invalidanti legate a un disturbo

Le patologie invalidanti possono influire, pertanto, sullo svolgimento delle normali attività lavorative, ma bisogna considerare anche quelle:

  • neurologiche, in presenza di malattie come la sclerosi multipla EDSS da livello 4, il morbo di Alzheimer, di Parkinson (allo stadio 3), di epilessia con crisi settimanali o di emiplegia;
  • psichiche, come il disturbo amnesico persistente, alcuni tipi di schizofrenia, la depressione maggiore, il ritardo mentale da mediamente grave a grave o il disturbo bipolare;
  • uditive, determinate dalla sordità da perdita uditiva grave bilaterale;
  • visive, come l’ipovisione grave e la cecità parziale o assoluta;
  • laringee, come la laringectomia totale.

 

Altri tipi di patologie invalidanti

Tra le diverse tipologie di patologie invalidanti che danno luogo a uno stato di invalidità per il quale non è possibile svolgere le normali attività lavorative vi sono anche quelle:

  • congenite;
  • ematologiche;
  • neoplastiche;
  • reumatiche;
  • rare.

Tra queste troviamo la:

  • fibrosi cistica, con un’invalidità che va dal 51% al 100%;
  • sindrome di down;
  • sindrome di patau;
  • monosomia 5p (o sindrome del “cridu chat”);
  • trisomia 18 (sindrome di Edwards);
  • lupus eritematoso;
  • osteogenesi imperfetta nella forma grave con un’invalidità che va dal 51% al 100%;
  • oloprosencefalia alobare o semilobare;
  • artrite reumatoide e altre spondiloartriti, se comportano un’invalidità compresa tra il 21% e il 100%;
  • artrosi, che presenta un’invalidità a vari livelli di gravità, dal 5% al 100%;
  • talassemia Major, con un’invalidità che va dal 35% al 100%;
  • HIV, se comporta una invalidità compresa tra il 21% e il 100%.

 

Patologie croniche invalidanti e percentuali di invalidità per ottenere i diritti

La legge prevede dei benefici per chiunque venga dichiarato invalido civile a causa di patologie croniche invalidanti, ma questi variano a seconda della percentuale di invalidità che gli viene attribuita.

Quindi, quale tipo di agevolazioni vengono riconosciute a un soggetto dichiarato invalido civile e in che percentuale può maturare il diritto ad accedere a una pensione?

Vediamolo subito. Se l’invalidità è pari o superiore al:

  • 34%, le agevolazioni a cui il soggetto può accedere sono di carattere socio-assistenziale come le prestazioni protesiche e ortopediche;
  • 46%, il soggetto è iscritto al collocamento mirato;
  • 50%, e se previsto dal Ccnl, il soggetto ha diritto allo straordinario per le cure;
  • 67%, il soggetto ha diritto all’esenzione parziale del pagamento del ticket per le visite specialistiche, per gli esami e per la diagnostica strumentale;
  • 74%, il soggetto ha diritto all’assegno mensile di assistenza;
  • 100%, il soggetto ha diritto alla pensione di inabilità.

Inoltre, se l’invalido civile presenta una percentuale di invalidità compresa tra il 74% e il 100% e versa in uno stato di bisogno economico, questi avrà diritto all’indennità anche ad un assegno di invalidità.

Se il soggetto invalido presenta una percentuale di invalidità del 100%, ha diritto sia alla pensione di inabilità che all’indennità di accompagnamento, senza alcun riferimento al reddito percepito.

 

Patologie invalidanti: affidati a noi per ottenere ciò che ti spetta per legge

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